Giugno 15, 2007
L’esercito russo riscopre i vecchi simboli
La bandiera rossa con la stella dorata dell’esercito russo simbolo della vittoria contro il nazi-fascismo ha ormai fatto il suo corso!
Il Kremlino preferisce il ritorno alla iconologia prerivoluzionaria dell’epoca zarista rivisitando, per l’esercito, la croce di San Giorgio e l’aquila bicipite imperiale.
Non sembra si sia badato a spese. infatti gli stendardi in ottone cromato e con asta di legno pregiato, che entro tre anni dovranno essere distribuiti alle 2135 unità dell’esercito, sono state fabbricate al modico prezzo di 1700 euro cadauna.
Su un punto, però, il Kremlino è stato chiaro: la memoria storica e il patriottismo della bandiera rossa non verrà cancellato. Verrà salvata, infatti, quella che fu issata dall’ Armata rossa sul Reichstag il primo maggio 1945 alla fine della seconda guerra mondiale.
Giugno 11, 2007
I LIBERALI NELLA GALASSIA PARTITICA RUSSA
Il 2 dicembre si svolgeranno, in Russia, le elezioni legislative. Il cittadini russi andranno a votare la camera bassa con una nuova riforma elettorale varata nel 2005 che prevede un sistema proporzionale per i 450 seggi che compongono la Duma.
Tale riforma abolisce la quota di maggioritario prevista dalla precedente legislazione, alza la soglia di sbarramento al 7% e non consente ai partiti registrati di formare blocchi elettorali.
Il sistema partitico è molto frastagliato e nelle tornata elettorale del 2003 solo quattro partiti sono riusciti a superare la soglia di sbarramento che allora era del 5% .
Russia Unita, il cui leader è Boris Gryzlov, è attualmente il primo partito con il 38% dei voti. Il partito nacque nel 2001, definito dispregiativamente “partito del potere”, è sin dagli esordi un convinto sostenitore del presidente Putin.
Il principale partito di opposizione, invece, è il Patito Comunista della Federazione Russa (Kprf),che conquistò nelle elezioni precedenti il 12,6 % dei voti. Anche se giuridicamente non ha alcun legame con il Pcus viene comunque considerato il suo successore. Guidato da Gennai Ziuganov è radicato nel territorio e fonda la sua ideologia su un marxismo-leninismo intriso di nazional-populismo.
Sempre all’opposizione, ma in contrasto con gli altri schieramenti parlamentari, troviamo il Partito Liberal Democratico di Russia (Ldpr), capeggiato da Zirinovskij. A discapito della denominazione partitica, ha forti venature imperialistiche, nazionalistiche e protezionistiche. Fondato nel 1989 il suo consenso è stato altanelante sino a conquistare l’ 11,5% dell’elettorato nella precedente elezione legislativa.
Infine la rosa dei quattro maggiori partiti si conclude con Rodina, accusata di essere stata creata dal Kremlino per corrodere i consensi al kprf. Proprio quest’anno Rodina si è fusa con il Partito Russo della Vita ed il Partito Russo dei Pensionati, dando vita ad una nuova formazione politica denominata Spravedlivaja Rossija, ossia Russia Giusta.
Nonostante la soglia di sbarramento, il precedente sistema prevedeva una quota uninominale di 225 seggi, 100 dei quali venivano assegnati agli indipendenti o ai candidati dei partiti minori. Tralasciando i partiti e i movimenti estremisti (come il caso degli eurasiatici), grazie al sistema misto anche la frangia liberale ha avuto la propria rappresentanza parlamentare, seppur minima. I maggiori partiti di questo orientamento sono Jabloko che ha conquistato 4 seggi e Unione delle forze di destra con solo 3 seggi ottenuti. Entrambi si propongono un capitalismo di stampo europeo con un sistema concorrenziale e si battono per i diritti civili.

In vista delle elezioni presidenziali del marzo 2008 i due partiti stanno cercando intese per un opposizione democratica alla politica di Putin con l’intento di presentare un candidato comune. Gli accordi non sono facili e tra le possibili candidature vi sono tre aspiranti: l’ex primo ministro Mijaìl Kasianov, l’ex presidente del Banco Centrale Victor Guerasinov e il dissidente scrittore Vladimir Bukovski. Questi ultimi si mostrano propensi a ritirare la propria candidatura a favore di Kasianov, il quale ha già dichiarato che tra i suoi obiettivi vi è la riforma di Gazprom, il gigantesco monopolio di gas.
Yabloko, nel frattempo, sta cercando di recuperare consensi manifestando nelle piazze insieme al movimento “Altra Russia” guidato dall’ ex campione di scacchi Kasparov.
La dubbia libertà di espressione e le difficoltà di radicarsi nel territorio rendono comunque ardua, per la corrente liberale, l’impresa di ambire alla carica presidenziale.
Maggio 28, 2007
In giro per la blogosfera spagnola e socialista
Durante la campagna elettorale che si è conclusa ieri, la blogosfera socialista è stata più attiva e dinamica della pagina web ufficiale del Psoe. Gli strumenti informatici sono dei più vari dai giochi online all’uso della fumettistica, attrattive soprattutto per i più giovani; dall’uso del “menèame” all’utilizzo del vecchio sistema radio interconnesso con le nuove tecnologie informatiche.
Vagando nel mondo di web, quindi, troviamo l’Alcalde de Lugo, Josè Lòpez Orozco, che è protagonista di “Rescàtenme por favor” videogioco ambientato nell’epoca preromanica in cui i partecipanti hanno il compito di modernizzare la città di Lugo.
Sempre rivolto all’elettorato più giovanile sono i fumetti della candidata Paloma Sainz, candidata al comune di Oviedo. In questa pagina la candidata si presenta ed esplica il proprio programma in versione fumettistica, appunto.

In una diversa versione animata si presenta invece il Candidato sindaco di Cartagena Ignacio Segado, che nel suo sito presenta una web animazione “elementare” ma originale che tramite raffigurazioni evidenzia il concetto del suo slogan “tenemos algo en comun”.
Seguendo la carrellata dei siti troviamo altre iniziative di nuova comunicazione politica come l’utilizzo del formato manèame da parte del candidato sindaco di Zaragoza, Juan Alberto Belloch. La scelta di adottare questo nuovo strumento consente una partecipazione attiva da parte della cittadinanza in modo tale che quest’ultima abbia la possibilità di obiettare o promuovere le iniziative prese e le proposte avanzate dal candidato.
Sulla stessa scia si è mosso il candidato a sindaco di Madrid Miguel Sebastiàn, che partendo dallo slogan della sua campagna “quiero” lascia uno spazio “televisivo” online in cui la popolazione su un palchetto e dinanzi ad un microfono risponde alla domanda: “Y tu? Què qiures?.
Il protagonismo e l’attivismo cittadino viene reso esplicito anche da Gullermo Fernandez Vara, candidato di Estremadura, che oltre al suo sito ufficiale ha raccolto intorno a sé una radio online aperta 24 ore al giorno in cui non solo informa dei movimenti del proprio candidato ma raccoglie interviste continue ai dirigenti di partito e alla cittadinanza.
Maggio 24, 2007
L’importante è partecipare. La politica spagnola che usa Second Life.
Chi l’ha detto che la campagna spagnola del 27 maggio prossimo è meno tecnologica di quella degli altri paesi?
Non è così: e ora sconfina nel mondo virtuale di Second Life.

E’ tutta colpa di Paloma Sainz, la prima ad esplorare la possibilità di fare campagna nel metamondo tridimensionale. Candidata a sindaco del PSOE di Oviedo, sostiene che Second Life è un luogo destinato a diffondere non solo i progetti e le idee del gruppo politico ma anche a promuovere la città di Oviedo.
Maggiormente curato è stato invece l’ingresso nel mondo virtuale del coordinatore generale di Izquierda Unida, Gaspar Llamazares. Il copyright dell’idea è stata del responsabile della comunicazione elettorale del partito Josè Mendi. Il 13 maggio scorso, dalla sede federale di Madrid e contestualmente al mondo reale, è stato realizzato il primo meeting virtuale in SL presentando così il suo Avatar e il suo scenario situato nell’isola di Ibiza. Secondo fonti di partito al meeting hanno partecipato oltre 80 avatar.
Seguendo una ricerca condotta dal Cocktail Analysis, il netaverso firmato Linden ha ormai raggiunto i 6 milioni di abitanti, il 3% dei quali risulta essere spagnolo. L’elettorato del mondo parallelo da “accalappiare” è per lo più maschile di 33 anni di media (65%), laureato (54%) e occupato (69%).
Opinione comune, comunque, è che le campagne elettorali non si avviano poche settimane dal voto come anche sostiene Daniel Ureña, socio-direttore di MAS Consulting Group: “una buona campagna si deve preparare con nove mesi di anticipo; in due settimane di campagna non si può vincere”.
E se vincere non si può, almeno partecipare, almeno nella seconda vita.
Maggio 19, 2007
Izquierda unida in Tv
Il terzo partito spagnolo ha scelto, differentemente dallo Psoe e dal PP, di non incentrare la popria campagna elettorale sul proprio leader <strong>Gaspar Llamazares.</strong>
Per l’elezioni municipali e delle comunità la strategia scelta non è puntare sul carisma personale ma sui contenuti. Originale rispetto al mondo della comunicazione spagnola appare quindi lo spot pubblicitario presentato sulla televisione nazionale.
Il video si incentra su un’unica immagine:un uomo nel proprio momento mattutino, nel bagno mentre si lava i denti. Il video vuole in maniera ironica porre l’attenzione sulla questione ambientale, sociale e la lotta agli sprechi.
Maggio 13, 2007
Haremos màs, la campagna di Zapatero
Mese intenso per il capo di governo spagnolo dopo l’appoggio infruttuoso alla candida Royal e al socialismo europeo.
Jose Luis Zapatero deve ora indirizzare tutto il suo charme verso la battaglia elettorale del 27 di maggio. Si voterà, infatti, in molte città e in 13 comunità autonome su 17, tra cui la Comunidad de Madrid attualmente governata dal Partito Popolare. L’obiettivo è ovviamente mantenere le roccaforti di Barcellona, Siviglia e Saragozza e di strappare le città di Madrid, Valenzia e Malaga oggi in mano ai popolari. E dare un bel segno in vista delle elezioni generali che si terranno l’anno prossimo.
Sul territorio spagnolo si sta delineando, quindi, una doppia campagna. Se da una parte Zapatero e Rajoy, leader del PP, duellano comunità per comunità, dall’altra il Psoe ha avviato con uno spot pubblicitario “<strong>Haremos màs</strong>” una strategia di comunicazione volta alla riconferma dell’elettorato che lo condusse alla vittoria nel 2004.
Il video inizia con immagini della guerra in Iraq e con un messaggio pacifista diretto ed esplicito: “no alla guerra, si alla convivenza”. Le immagini si susseguono con gente comune: dalla giovane donna al padre di famiglia, dall’agricoltore al medico, tutti cittadini che dichiarano il proprio voto in base alle proprie aspettative. Le aspettative vengono accolte da Zapatero che a conclusione chiede il voto socialista per una convivenza libera e sicura, una sanità pubblica di qualità, uguaglianza di opportunità nell’educazione, possibilità di una casa.
Maggio 11, 2007
Hello world!
sono appena entrata nel mondo del blog! mille difficoltà e peripezie mi aspettano


